MANGIA, PREGA, AMA di ELIZABETH GILBERT

Informazioni tecniche:

  • Prima edizione: 2006
  • Al primo posto della classifica dei bestseller del New York Times
  • Tradotto in ben 33 lingue
  • Dal libro è stato tratto un film di altrettanto successo con Julia Roberts
  • Edizione personale: RCS libri, cartonato
  • Valutazione personale: 10/10 (ma anche 11, 12…20!)

 

 

Io AMO questo libro, davvero, lo amo tantissimo.
Ricordo di essere stata incuriosita dal film all’epoca della sua
uscita poiché fece tanta notizia, arrivavano gli americani qui
in Italia, a Napoli pure, e i telegiornali e le riviste per giorni
non hanno parlato d’altro. Alla fine però io il film non l’ho
visto (tutt’ora non lo conosco) e il libro l’ho letto solo
quest’anno.
Una donna alla ricerca della felicità, queste le parole che
riescono a descrivere al meglio “Mangia, prega, ama”, un
bestseller mondiale che a dieci anni dalla sua prima uscita
continua ad essere scelto e amato dai lettori di tutto il
pianeta.

 

Il libro racconta del viaggio intrapreso dall’autrice, Elizabeth
Gilbert, alla riscoperta di sé stessa e alla ricerca della sua
piccola fetta di felicità. La protagonista è una donna
apparentemente felice che si sente però intrappolata in una
vita che non le appartiene, nella quale tutti si aspettano faccia qualcosa che lei sa di non volere. Durante
l’ennesima notte insonne passata a piangere, Liz sembra avere una folgorazione e decide di mollare tutto,
marito compreso, per concedersi un
viaggio che l’aiuterà ad imparare ad amare prima sé stessa e poi gli altri.
Appassionata da sempre dal Bel Paese, Elizabeth decide di partire per l’ Italia dove si lascerà andare ad ogni
tipo di tentazione culinaria e all’ozio per coccolare il suo corpo e la sua mente fortemente provati dalla
solitudine e dalla depressione. Proseguirà poi con l’india dove si sottoporrà alla dura vita di un ashram,
fatta di sveglie all’alba, meditazione e cibo vegetariano. Liz imparerà a pregare, ad affrontare e a liberarsi
delle paure che la soffocano e ad avvicinarsi a Dio. E infine Bali, dove la protagonista torna per parlare con Ketut, sciamano di nona generazione conosciuto durante un viaggio di lavoro due anni prima, il quale
l’aiuterà a ritrovare il suo posto nel mondo istruendola sulla meditazione e sull’importanza delle cose
semplici della vita. Sarà in quest’ultimo viaggio che Elizabeth si lascerà andare all’amore semplice di un
uomo che le scalderà il cuore.
Una prosa scorrevole che si lascia leggere facilmente dove però non mancano spunti di riflessione,
insegnamenti e denunce contro alcuni atteggiamenti della società americana.
Il tema del viaggio è uno dei più difficili secondo me per quanto riguarda la scrittura perché è necessario
riuscire a non annoiare il lettore con le descrizioni, bisogna più che mai riuscire a coinvolgerlo nella lettura
altrimenti si rischia di deluderlo e tediarlo. Elizabeth ci è riuscita a pieno, è stato fantastico per me poter
accompagnare Liz nel suo viaggio, poter ragionare insieme a lei su temi forti della vita, la religione, l’amore,
la famiglia, la maternità, la depressione e la solitudine. L’autrice è riuscita a raccontare tutto come se stesse
parlando con una sua amica e le stesse raccontando le sue esperienze, questo forse è uno dei segreti del
successo di “Mangia, prega, ama”, sembra una chiacchierata tra amiche e non un romanzo che secondo il
mio modesto parere tutte le donne (e anche gli uomini, per carità) devono leggere almeno una volta nella
vita e tenere sempre a portata di mano quando hanno bisogno di un consiglio.

 
FRASI DA SOTTOLINEARE:
Qui c’è una precisazione da fare: forse è uno dei pochi libri dove non ho sottolineato quasi nulla
semplicemente perché…avrei dovuto sottolineare tutto! Vi lascio queste però:
“I rituali servono a creare uno spazio dove i nostri sentimenti complicati, la gioia e il dolore, possano
riposare, così non dobbiamo portarceli sempre dietro…Il rito è una salvaguardia”.
“ Tutti vogliamo che le cose restino uguali, David, accettiamo di vivere nell’infelicità perché abbiamo paura
dei cambiamenti, delle cose che vanno in frantumi, ma io ho guardato questo posto, il caos che ha
sopportato, il modo in cui è stato adoperato, saccheggiato, tornando poi ad essere sé stesso, e mi sono
sentita rassicurata. Forse la mia vita non è stata così caotica, è il mondo che lo è, e la sola vera trappola è
restare attaccati a ogni cosa. Le rovine sono un dono. La distruzione è la via per la trasformazione”.

 

 

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5 pensieri su “MANGIA, PREGA, AMA di ELIZABETH GILBERT

  1. Redazione ha detto:

    Non l’ho mai letto ma mi hai incuriosita! 🙂
    Un viaggio che tutti dovremmo compiere una volta nella vita.
    Ci aiuterebbe perché spesso siamo sconosciuti a noi stessi!
    Credo che, in questo modo, scopriremmo pensieri e capacità nascoste in noi.

    Ciao!

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