JANE AUSTEN E IL FASCINO IMMORTALE DELLA SOCIETA’ SETTECENTESCA

I grandi classici: chi non si è mai imbattuto nella sezione dedicata a loro in libreria?

C’è però chi come me non ci si imbatte ma la raggiunge volentieri ogni volta per aggiungere un altro pezzetto di letteratura immortale sugli scaffali della propria libreria.

Se dovessi scegliere uno tra i tanti generi letterari esistenti penso che sceglierei proprio i “classici”.

Mi piacciono perché, a dispetto della loro denominazione, sono sempre attuali, nonostante siano stati scritti in epoche lontane non solo nel tempo ma soprattutto nelle usanze e nei costumi, dalla società odierna; inoltre mi rende orgogliosa poter leggere le opere che sono considerate i capisaldi della letteratura mondiale, opere che sono state di ispirazione agli scrittori contemporanei, i quali spesso le citano nei loro libri.

In particolare amo un’autrice inglese di cui avrete sicuramente sentito parlare: Jane Austen.

Nata nella contea di Hampshire (Londra) nel 1775, Jane è cresciuta in un ambiente quieto ma stimolante; cene, balli e conversazioni davanti al caminetto con i vicini, le hanno dato la possibilità di tessere una tela ricca di personaggi che sono poi diventati i protagonisti dei suoi romanzi.

aust

Sguardo acuto, morale libera dalle convenzioni dell’epoca e mente aperta hanno fatto si che la Austen potesse scrivere romanzi che raccontassero in modo mai banale la ripetitiva vita della società settecentesca attraverso personaggi a tratti forti, a tratti invece inetti o semplicemente insoddisfatti e rassegnati alla loro esistenza.

Jane racconta e denuncia allo stesso tempo le inuguaglianze, le vessazioni e la frivolezza della società in cui vive e nella quale non avrà mai un ruolo prepotente. La nostra Austen, infatti, non si sposerà mai e passerà la sua vita ad accudire i figli prima del fratello Francis e poi di Edward, orfani della madre.

Morta all’età di 42 anni, la Austen ha scritto e pubblicato ben cinque romanzi, tutti di successo: Sense e sensibility (ovvero Ragione e Sentimento), Pride and Prejudice (ossia il meraviglioso Orgoglio e Pregiudizio), Northanger Abbey (in italiano L’Abbazia di Northanger), Persuasion (facile questa, Persuasione), Emma (in questo caso non c’è traduzione) e alcuni racconti minori come Sandition, i Watson e Lady Susan.

Li ho letti quasi tutti, al momento mi mancano soltanto Emma e Northanger Abbey (ma sono già pronti in libreria che mi aspettano), e tra tutti, quello che ho amato di più e che sicuramente è sul podio dei miei libri preferiti di sempre, è Orgoglio e Pregiudizio.

Ritratto preciso e a tratti divertente dei salotti settecenteschi, in questo romanzo, senza dubbio quello più popolare della Austen, l’autrice ci racconta la vita delle sorelle Bennet, in particolare di Elizabeth, e di tutti i personaggi che le ruotano attorno durante cene, ricevimenti, balli e passeggiate nella brughiera inglese. Lizzie, questo il diminutivo scelto per la protagonista principale della vicenda, ritengo sia un personaggio indimenticabile e nel quale spesso mi sono riconosciuta. Determinata, libera, intelligente e sincera, con i suoi “occhi fuori dal comune” riesce a conquistare il cuore del bel signor Darcy, scapolo d’oro dal carattere introverso e severo che rimarrà però folgorato da Elizabeth, la quale riuscirà sempre a tenergli testa con i suoi atteggiamenti spesso totalmente estranei alle brave ragazze dell’epoca.

Darcy sarà combattuto tra l’amore che prova per Lizzie e la “differenza” sociale che c’è tra loro due, arrivando a confessare i suoi sentimenti alla ragazza in modo romantico ma senza tralasciare la difficoltà che prova poiché sa che il loro matrimonio potrebbe non essere consono ai costumi sociali del tempo.

Allo stesso tempo Elizabeth si sentirà punta nel vivo dal discorso di Darcy e stupirà il ragazzo con un atteggiamento che le fa onore ma che allo stesso tempo la turba profondamente.

La bellezza di questo romanzo è per me nascosta nella piacevole descrizione dei particolari, nei dialoghi sicuramente datati ma non banali, nella storia d’amore contrastata tra i due protagonisti che seppur con parole auliche e attraverso biglietti o lettere, è pregna di passione e ardore.

Consiglio la lettura di questo romanzo a chi non ha mai letto un classico e vuole avvicinarsi a questo genere, a chi non ha mai letto Austen e vuole conoscerla, a chi ama le storie d’amor cortese, e chi ha bisogno di una buona dose di pettegolezzi, di quelli che solo una dama di un salotto inglese sa fare.

Questo è uno dei passi che amo di più:

 

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A presto

Teresa 🙂

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7 pensieri su “JANE AUSTEN E IL FASCINO IMMORTALE DELLA SOCIETA’ SETTECENTESCA

  1. cherrylipsgirls ha detto:

    Ho letto molti libri di Jane Austen e mi sono piaciuti tutti tranne uno, “Ragione e sentimento”… proprio non sopporto le tre sorelle protagoniste. Riguardo al mio preferito, sono indecisa tra “Orgoglio e pregiudizio” e “Persuasione”.

    Raffaella

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