CASE DI RANDAGIA di COLETTE ROSSELLI

Informazioni tecniche:

  • Prima edizione: 1989
  • Editore: Longanesi & C.
  • Edizione personale: Longanesi & C., cartonato con sovraccoperta, collezione <<LA GAJA SCIENZA>> volume 279
  • Colette Cacciapuoti Rosselli (wikipedia dice…), nota anche come Donna Letizia è stata una scrittrice, illustratrice e pittrice italiana. Compagna per più di 20 anni del famoso giornalista Indro Montanelli
  • Valutazione personale: 10/10

 

 

Oggi vi presento uno dei due libri che ho preso alla libreria iocisto di Napoli durante la settimana dell’usato (ve ne ho parlato qui).

In particolare questo non è stato uno dei primi testi che ho adocchiato, anzi forse l’ho preso poco prima di andare via, ma ci ho messo poco a deciderne l’acquisto, e ho fatto benissimo.

Mi hanno colpito molto il titolo e la copertina. Li ho trovati praticamente perfetti, questo gattino che si sporge leggermente da una porta semichiusa è come se fosse l’immagine rappresentativa del titolo. Del resto la Rosselli è stata anche un’ illustratrice di successo quindi ci sapeva fare con le immagini…

E ci sapeva fare anche con la scrittura perché mi è piaciuto davvero tanto questo libro.

 

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Si tratta di un libro di memorie dell’autrice che attraverso la descrizione delle case in cui ha vissuto ci racconta la sua avventurosa vita.

Partiamo dall’infanzia in una villetta di Forte dei Marmi, passando per un appartamento sul Ponte Vecchio di Firenze, una casa in affitto a New York, poi a Parigi, fino ad arrivare alla residenza per le vacanze a Cortina e l’attico al quarto piano di Piazza Navona.

Colette ci descrive in modo molto personale ma intrigante la sua vita, ricca, avventurosa, sullo sfondo della seconda guerra mondiale, del dopoguerra e del boom economico che ne segue. Si destreggia tra il lavoro di illustratrice e la sua vita affettiva segnata da un matrimonio fallito, una dolorosa separazione dalla sua unica figlia e il secondo felice matrimonio arrivato dopo tanti anni di convivenza con Indro Montanelli. Il giornalista non è l’unica personalità illustre presente nel libro, l’autrice infatti ci racconta di aver conosciuto e cenato con Totò, di essere in confidenza con Dino Buzzati e di osservare Aldo Palazzeschi passeggiare per Piazza Navona dal suo balcone.

Un dolce scorcio di un’epoca ormai passata ma sempre affascinante, raccontata in maniera intima, precisa, femminile, attraverso quelle che spesso non sono solo case ma in qualche modo diventano l’espressione più sincera della nostra personalità.

 

 

 

FRASI DA SOTTOLINEARE:

“L’appartamento che mi aspettava era un attico ricavato dal sottotetto di un palazzo seicentesco. Il salotto prendeva luce anche da un’ampia vetrata sul soffitto, schermata da un’imposta scorrevole. Qualche volta, di notte, sdraiata sul canapè, mi attardavo sotto quel planetario fino alle prime luci del mattino e forse fu l’occhio inquisitore della luna a farmi fare i primi bilanci, ahimè poco soddisfacenti, della mia vita”.

 

“Nella primavera del ’43 mi trasferii a Milano in una casa affacciata sul giardino zoologico. Il mio letto era un’amaca nel folto di una foresta tropicale”.

 

“Mi rendo conto, arrivata a questo punto, che di queste case, tutto sommato, ho detto ben poco. Il fatto è che nessuna ha rappresentato un vero tetto. Una parte di me, sempre e dovunque, ne è rimasta fuori”.

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