UN MARITO ALL’ORA DEL Tè di MARJAN KAMALI

Questo che vi presento oggi è uno degli esempi (tanti esempi) in cui la traduzione del titolo di un libro in italiano fa una pessima figura. Io non so in questo caso se sia stata un’idea della casa editrice o della traduttrice ma penso che tradurre il titolo originale “Together Tea” con “Un marito all’ora del tè” sia  una pessima scelta (ma questa è solo la mia opinione)

Detto questo, credo di aver fatto bene in questo caso a non fidarmi e ad andare oltre il titolo, acquistando questo romanzo.

Si è rivelato un ottimo affare perché mi è piaciuto molto.

La storia è abbastanza semplice, una madre troppo apprensiva e una figlia che vorrebbe una vita diversa da quella che le si impone. Quello che rende però questo libro più bello di ciò che sembra è sicuramente il modo in cui è stato scritto (in questo caso credo sia anche un po’ merito della traduttrice), e il background dei personaggi.

La protagonista, Mina, ha origini iraniane ma ha sempre vissuto a New York. Lei e la sua famiglia sono andati via dal loro paese di origine quando a causa della guerra le cose si sono messe male e arrivati in America hanno dovuto faticare non poco per poter avere una vita rispettabile. I genitori di Mina, in particolare la madre, non hanno mai abbandonato la loro cultura di origine, e continuano a non volersi far “contagiare” dagli usi e dai costumi occidentali. Uno dei rituali che Darya, la madre di Mina, continua a tenere vivo è sicuramente quello del matrimonio combinato. Sono anni ormai che periodicamente organizza un pomeriggio con il pretendente di turno invitandolo a casa a prendere un tè e ogni volta la storia si ripete con lei che cerca in tutti i modi di far piacere il giovane alla figlia, e Mina che tenta in tutti i modi di uscirne il prima possibile dimenticando il papabile marito che sua madre avrebbe scelto per lei.

Quello che però succede stavolta va oltre ogni immaginazione e Mina si ritrova con sua madre di nuovo in Iran, in un viaggio che le riporterà alle loro origini facendole riscoprire le proprie personalità e il loro posto nel mondo.

Ricordo di aver terminato il libro in una domenica mattina di fine inverno. Dopo colazione sono ritornata a letto decisa a leggere qualche pagina e mi sono ritrovata a divorare gli ultimi capitoli che restavano terminando il libro in una sorta di bolla al di fuori della realtà. Si, questo è quello che mi è capitato. Ho viaggiato letteralmente con Mina e sua madre per le strade soleggiate dell’Iran, prendendo parte alle caotiche cene e feste e innamorandomi insieme alla protagonista.

E’ stata veramente una bella lettura, in particolare ho amato il rapporto tra madre e figlia, il modo in cui viene raccontato e soprattutto il modo in cui si evolve. Mi sono piaciute molto le descrizioni, talmente dettagliate da portarmi, come ho già detto, in un’altra dimensione. Mi è piaciuto l’amore che nasce tra Mina e un giovane uomo di cui però non posso parlarvi sennò vi svelo tutto, e mi è piaciuto il finale. Il finale è stato romantico come pochi e allo stesso tempo entusiasmante. Uno di quelli che poi chiudi il libro e contemporaneamente gli occhi per poter immaginare la scena e fare finta ancora per cinque minuti che il libro non sia finito (sigh :()

 

Infine non sono da tralasciare i riferimenti alla cultura e alla religione ma sono trattati davvero con i guanti ed io non voglio entrare in merito ad argomenti così delicati. Voglio però lasciarvi con questa frase che mi ha colpito molto:

 

“<<La nostra storia è piena di questi estremismi. L’eterno ricorso alla forza. Quando mia madre voleva andare in giro con il chador ai tempi dello scià Reza, la polizia l’ha aggredita e gliel’ha strappato di dosso. Era ciò che volevano fare allora: occidentalizzarci, cancellare la religione. Ora hanno deciso che siamo troppo occidentalizzati e che dobbiamo tornare alla religione. Il pendolo oscilla da un estremo all’altro.>> Sospirò e fece un passo indietro. <<Gli uomini esprimono sempre le loro idee politiche attraverso le donne. Ora Mina deve coprirsi perché loro abbiano la sensazione di detenere il potere.>>

 

 

Informazioni tecniche:

  • Prima edizione: 2013
  • Editore: Giunti
  • Edizione personale: Giunti copertina rigida con sovraccoperta
  • Valutazione personale: 10/10
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