“Il Sabato Poetico” #5

Oggi è sabato e come ogni sabato vi lascio una delle mie poesie preferite.

Quest’oggi tocca a Francesco Petrarca farci compagnia con un testo poetico che è sicuramente tra i suoi più famosi, sto parlando di “Erano i capei d’oro a l’aura sparsi”.

Come quasi tutte le poesie che conosco, anche questa è arrivata ai miei occhi (e al mio cuore) durante il periodo scolastico e in particolare durante gli anni del liceo. Per un pò di tempo però ammetto di averla accantonata in una parte remota della mia memoria, finché un giorno mentre sfogliavo il sussidiario di letteratura di mia cugina, mi è capitato di rileggerla e si è riacceso di nuovo l’amore per questi versi come se non fosse passato che un giorno dalla prima volta.

 

ERANO I CAPEI D’ORO A L’AURA SPARSI – FRANCESCO PETRARCA (in grassetto i versi che amo di più)

Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
che ’n mille dolci nodi gli avolgea,
e ’l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi;

e ’l viso di pietosi color’ farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i’ che l’esca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di sùbito arsi?

Non era l’andar suo cosa mortale,
ma d’angelica forma; e le parole
sonavan altro che, pur voce umana;

uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch’i’ vidi: e se non fosse or tale,
piagha per allentar d’arco non sana.

 

venus_botticelli_detail

La Venere di Botticelli

 

NOTE SULL’AUTORE:

Francesco Petrarca è stato uno scrittore, poeta e filosofo italiano, considerato il fondatore dell’umanesimo e uno dei fondamenti della letteratura italiana, soprattutto grazie alla sua opera più celebre, il Canzoniere, patrocinato quale modello di eccellenza stilistica da Pietro Bembo nei primi del ‘500.

Petrarca (che ottenne la laurea poetica a Roma nel 1341) spese l’intera sua vita nella riproposta culturale della poetica e filosofia antica e patristica attraverso l’imitazione dei classici, offrendo un’immagine di sé quale campione di virtù e della lotta contro i vizi. La storia medesima del Canzoniere, infatti, è più un percorso di riscatto dall’amore travolgente per Laura che una storia d’amore, e in quest’ottica si deve valutare anche l’opera latina del Secretum.

Petrarca, fin dalla giovinezza, manifestò sempre un’insofferenza innata nei confronti della cultura a lui coeva. Come già ricordato nella sezione biografica, la sua passione per l’agostinismo da un lato, e per i classici latini “liberati” dalle interpretazioni allegoriche medievali dall’altro, pongono Petrarca come l’iniziatore dell’umanesimo.

(Fonte: Wikipedia)

 

Che ne pensate di questa poesia e di Petrarca in generale?

Grazie come sempre per la visita e buon fine settimana miei amati readers!

 

 

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