“Il Sabato Poetico” #7

Buongiorno e buon sabato!

Oggi vi propongo una poesia che ho conosciuto (come credo la maggior parte delle persone) grazie alla pubblicità dei Baci Perugina.

Sembra stupido e forse lo è, ma che posso farci? E’ capitato così!

Mi piace perché trovo che sia molto sincera, una poesia “di pancia”, senza troppi fronzoli che racconta in modo vero la forza dell’amore che può legare due persone.

E diciamocelo, tutti sogniamo un amore così, no?

 

I RAGAZZI CHE SI AMANO – JACQUES PREVERT (in grassetto i versi che amo di più)

 

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito


Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia


I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

 

NOTE SULL’AUTORE:

Jacques Prévert è stato un poeta e sceneggiatore francese.

Tra il 1932 e il 1936 Prévert svolge un’intensa attività teatrale, lavorando con la compagnia “Gruppo d’Ottobre”, della Federazione Teatro Operaio, che intende promuovere un “teatro sociale”.

La poesia di Prévert è una poesia scritta per essere letta e quindi più parlata che scritta, fatta per entrare a far parte della nostra vita. Ciò che esce con prepotenza è il concetto di amore come unica salvezza del mondo, un amore implorato, sofferto, tradito, ma alla fine sempre ricercato. Una gioia che coincide con la nascita e con la vita, e a sua volta con la primavera le grand bal du printemps e anche con la figura del bambino, la sua semplicità e gioia che si ribella alle istituzioni, come la scuola, quel posto dove “si entra piangendo e si esce ridendo”. Come già detto il ribellarsi alle istituzioni e la voglia estrema di libertà si ritrova pienamente nell’immagine dell’uccello, più volte presente nella poesia di Prévert. L’amore non si può incatenare o forzare, è quanto di più spontaneo esista al mondo, chiunque provi ad istituzionalizzarlo o a sottometterlo finisce inevitabilmente per perderlo “je suis allé au marché aux esclaves mais je ne t’ai pas trouvée mon amour“, anzi quando si prova l’amore, quello vero non vi è neanche il desiderio di incatenarlo, è spontaneo, libero, come quello de I ragazzi che si amano. Il germe della gioia c’è sempre, il male, per quanto possa aver preso il sopravvento in tutte le sue forme, la guerra la prima, non riesce ad essere totalizzante, “tout le monde ne peut pas tuer tout le monde, croyez en ma vielle expérience. et alors tout saccagé qu’il est le grand bal du printemps peut-etre ne fait que recommencer“, e il poeta lo fa notare.

 

(FONTE: WIKIPEDIA)

 

Conoscevate questa poesia e il suo autore? Ditemi cosa ne pensate.


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4 pensieri su ““Il Sabato Poetico” #7

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