Recensione “Le luci nelle case degli altri” di Chiara Gamberale

Fermo nella sezione della libreria dedicata ai libri da leggere questo romanzo ci è stato per circa tre mesi prima che mi decidessi a cominciarlo. Non perché non ne avessi voglia ma perché avevo altre letture programmate e poi, essendo un libro bello corposo aveva bisogno di tempo e ho dovuto ritagliarmelo per bene.

E’ stato uno scambio effettuato su Accio a inizio Novembre, e sono felice di averlo fatto. Questo libro merita di essere letto. Per la sua delicatezza e per la toccante storia che racconta.

La protagonista, nonché voce narrante, è Mandorla, una ragazzina di circa 17 anni che si ritrova a trascorrere una notte in carcere a causa di un crimine commesso che però non viene svelato subito al lettore. Durante questa notte, dietro consiglio del suo avvocato, ripercorre gli ultimi dieci anni della sua vita partendo dalla morte della madre, Maria, e dallo scandalo causato da una lettera che lei aveva lasciato per la sua bambina nella quale svela alla figlia che Mandorla è stata concepita nell’ex lavatoio del condominio dove vivono in via Grotta Perfetta 315.

Nessuno dei condomini confessa di essere il genitore della piccola e indecisi sul da farsi scelgono di non rivelare nulla alla bambina e di crescerla come se fosse figlia di tutti, dandole la possibilità di vivere qualche anno con ognuno di loro rimanendo nel condominio dove è nata accanto alle uniche persone che possono considerarsi come la sua famiglia.

Mandorla quindi cresce circondata dall’amore delle persone che hanno tanto voluto bene alla sua mamma, imparando a conoscere tutti i condomini di via Grotta Perfetta, convivendo con i loro pregi, i loro difetti, le loro paure e le loro vite così diverse ma così affascinanti nella loro diversità. Tutti si danno da fare a loro modo per educare e soprattutto amare Mandorla, per farla sentire come tutti gli altri e non differente, sono sempre presenti nelle occasioni speciali della sua vita ma nonostante questo non riescono a riempire il vuoto che Maria ha creato nella vita della piccola Mandorla, e soprattutto non riescono a levarle dalla testa la domanda più frequente: chi è mio padre?

Attraverso la storia della piccola Mandorla il lettore si ritrova a conoscere pian piano tutti gli abitanti di via Grotta Perfetta che di perfetto però non hanno quasi nulla e nei quali ci si può rispecchiare molto facilmente poiché ci vengono presentate personalità differenti, alcune molto eclettiche, altre più posate ma tutte, tutte, tremendamente reali.

Questa realtà, questa sincerità sono i tratti che più mi sono piaciuti del romanzo. Credo sia un pochino lento nell’esposizione, forse perché i personaggi da presentare sono troppi, le lentezza però non annoia a tal punto da farti decidere di chiudere il libro.

Ho amato da subito la protagonista e sono sempre stata dalla sua parte durante la lettura, non ho mai pensato che stesse sbagliando a comportarsi come faceva e mi sono ritrovata spesso a pensare che io al suo posto avrei fatto la stessa cosa probabilmente. Mi sono ritrovata nel suo voler sempre aiutare gli altri a stare bene, cercando di comportarsi in modo da far piacere a chi senza nessun motivo apparente aveva deciso di dedicare la sua vita anche a lei, trattandola come fosse una figlia, dimenticando però a volte i desideri di Mandorla che per prima lei stessa metteva da parte.

Il finale è davvero sorprendente, soltanto nell’ultima pagina verrà svelata l’identità del padre di Mandorla che è una personalità presente in tutto il libro ma l’ultima che io personalmente avrei pensato potesse essere. Piccola nota dolente: Matteo Barilla. Mi è dispiaciuto non poter capire come va a finire la storia tra lui e la protagonista.

In definitiva credo sia una lettura piacevole e la consiglio, mi è piaciuto ma non mi ha entusiasmato poi così tanto. L’ho terminato più per curiosità che per vero piacere.

Voi lo avete letto? Fatemi sapere cosa ne pensate!

 

P.S.

La copertina mi piace tantissimo!!

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13 pensieri su “Recensione “Le luci nelle case degli altri” di Chiara Gamberale

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