“Il Sabato Poetico” #13

Buongiorno a tutti e buon sabato!

Oggi il nostro consueto appuntamento con la poesia è un pochino diverso.

Pensando ai versi da scegliere per oggi mi sono resa conto che la musica, le canzoni, spesso sono davvero belle come una poesia. Musica e poesia, infatti, un pò si somigliano e non parlo solo della struttura, parlo anche delle emozioni che le parole di una canzone possono scaturire in noi, fortissime, proprio come quello che accade quando leggiamo una bella poesia e i suoi versi ci scavano dentro.

Per questa ragione ho deciso che nella rubrica del sabato potranno essere citate anche canzoni, italiane o straniere.

Per cominciare voglio proporvi questa canzone di Luigi Tenco, “Mi sono innamorato di te”, che ho conosciuto non so bene quando ma che ogni volta che ascolto mi emoziona. Proprio come è successo quest’anno, quando nella prima serata del Festival di Sanremo, Tiziano Ferro ha cantato questa canzone in un’atmosfera bellissima (lui è stato grandioso).

Ho solo 24 anni quindi non ho vissuto all’epoca di Tenco ma ci sono alcune canzoni che sono immortali e questa è una di quelle. Cantata da lui poi, è tanto bella quanto straziante. Leggendo un pò della sua biografia ho capito quanto fosse un’artista combattuto, credo avesse un animo gentile ma fragile, forse non adatto allo spietato mondo dello spettacolo. Ovviamente questa è solo una mia opinione. Beh vi lascio alla canzone.

 

MI SONO INNAMORATO DI TE di LUIGI TENCO (in grassetto i versi che amo di più)

Mi sono innamorato di te
perché
non avevo niente da fare
il giorno
volevo qualcuno da incontrare
la notte
volevo qualcosa da sognare
Mi sono innamorato di te
perché
non potevo più stare solo
il giorno
volevo parlare dei miei sogni
la notte
parlare d’amore
Ed ora
che avrei mille cose da fare
io sento i miei sogni svanire
ma non so più pensare
a nient’altro che a te
Mi sono innamorato di te
e adesso
non so neppure io cosa fare
il giorno
mi pento d’averti incontrata
la notte
ti vengo a cercare.
NOTE SULL’AUTORE:
Luigi Tenco è stato un cantautore e attore italiano.

Insieme a Fabrizio De André, Bruno Lauzi, Gino Paoli e Umberto Bindi è uno degli esponenti della cosiddetta scuola genovese, un nucleo di artisti che rinnovò profondamente la musica leggera italiana.

Morì per suicidio in un albergo di Sanremo durante l’edizione del 1967 del Festival della canzone italiana.

Nel 1961 uscì il suo primo 45 giri inciso come solista e con il suo vero nome, intitolato I miei giorni perduti. Nel 1962 cominciò una breve esperienza cinematografica, con il film La cuccagna di Luciano Salce.

Il primo 33 giri di Tenco uscì proprio quell’anno; conteneva successi quali Mi sono innamorato di te e Angela, ma anche Cara maestra che non fu ammessa all’ascolto dalla Commissione per la censura (per quest’ultimo brano fu allontanato dalle trasmissioni RAI per due anni).

A Roma, conobbe la cantante italo-francese Dalida, con la quale ebbe una relazione, contemporanea forse a quella con una ragazza di nome Valeria, la quale, incinta, perse il figlio dopo che fu investita da un’automobile.

Nel 1967 si presentò (Fabrizio De André sostenne che non ne era affatto entusiasta e andò controvoglia) al Festival di Sanremo con la canzone Ciao amore ciao, cantata, come si usava a quel tempo, da due artisti separatamente (in questo caso si trattava dello stesso Tenco e di Dalida).

l brano di Tenco non venne apprezzato dagli organizzatori del Festival e non fu ammesso alla serata finale, classificandosi al dodicesimo posto. Fallito anche il ripescaggio, dove fu favorita la canzone La rivoluzione di Gianni Pettenati, pare che Tenco sia stato preso dallo sconforto.

Rientrato all’Hotel Savoy, venne successivamente trovato morto nella camera che occupava, la n. 219, di una dépendance dello stesso hotel. Il decesso fu stimato a dopo la mezzanotte, quindi nelle prime ore del 27 gennaio. I primi a rinvenire il cadavere furono, presumibilmente, il suo amico Lucio Dalla, e successivamente la stessa Dalida con cui, soltanto qualche ora prima, aveva cantato al Salone delle feste del Casinò di Sanremo.

Il corpo riportava un foro di proiettile alla testa, l’entrata del foro era sulla tempia destra, quello d’uscita era sulla tempia sinistraVenne trovato un biglietto vergato a mano – che più perizie calligrafiche hanno poi consentito di attribuire allo stesso Tenco – contenente il seguente testo:

« Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi. »

 

Grazie per la visita.

Teresa

Annunci

Un pensiero su ““Il Sabato Poetico” #13

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...