[Collaborazione – Segnalazione] “L’armata dei ribelli – Il mondo di Omega vol 1” di Max Peronti

Buon pomeriggio lettori!

Ricordate la segnalazione di qualche giorno fa? Nel caso non l’aveste letta, potete cercarla nel modulo ricerca con il titolo del libro 😉

Dunque, come vi dicevo, l’autore  mi ha inviato molto materiale e quindi ho deciso di dedicare al suo libro un secondo articolo con gli estratti scelti da lui che magari vi incuriosiranno ancora di più!

Cominciamo subito:

Manda si voltò di scatto. Il ponte levatoio era stato abbassato e una freccia infuocata solcava il cielo. “Finalmente! È il segnale!”. «All’attacco!», gridò. I ribelli reagirono all’unisono, riempiendo la notte con urla di battaglia correndo dietro di lei verso l’ingresso spalancato. Vide alcuni soldati nemici gettare a terra le armi e inginocchiarsi, nella speranza di essere fatti prigionieri; molti altri invece corsero a rintanarsi da qualche parte nella guarnigione. Il grosso, però, si preparò a combattere agli ordini di un uomo appena sopraggiunto. «Con me! Difendiamo l’entrata a tutti i costi!», gridò il guerriero. «Per l’Imperatore, Per il comandante Marquez!», risposero i suoi seguendolo verso il ponte levatoio. E fu là che Marquez notò quattro cadaveri e un guerriero vicino a essi. Gli si lanciò contro e fintò un colpo alla testa per poi attaccare alle gambe. Il suo rapido fendente colse di sorpresa l’uomo che, raggiunto alla gamba, cadde in ginocchio. Levò la spada per finirlo, ma il ribelle si voltò di scatto trafiggendolo tra le costole. Poi estrasse la spada appena in tempo per parare l’attacco di uno dei tre soldati che stavano sopraggiungendo. “Non posso crederci… è Omega!”. In ginocchio tossì osservando i suoi uomini combattere contro il capo dei ribelli del Fronte di liberazione, lo stesso il cui viso era affisso sui manifesti di ogni città dell’Impero. Cercò di rialzarsi, ma la ferita era troppo grave. Impotente osservò Omega che si sbarazzava dei suoi soldati e poi, zoppicando usciva dalla guarnigione mischiandosi ai ribelli. Pochi attimi dopo iniziò una feroce battaglia sul ponte levatoio… 

«Ci farete uccidere tutti!», si levò una voce di protesta dalla folla. «Anche se riuscirete a conquistare Alkum e i villaggi vicini, in breve un’armata imperiale sarà qui e sarà la fine!». Un rumoreggiare d’approvazione salì sempre più alto. Fu a quel punto che Omega, con il volto coperto e l’inseparabile mantello salì sul palco improvvisato. «È questo dunque il leggendario coraggio delle genti d’Alzania, gli eredi di coloro che sconfissero i troll?», urlò a gran voce per sovrastare il caos crescente. «A quanto pare Zorks è riuscito a togliervi la voglia di essere liberi…». Nella piazza tornò il silenzio e quanti si stavano lamentando indietreggiarono di qualche passo. «Vergognatevi!», proseguì. «Preferite essere schiavi piuttosto che lottare per il vostro futuro e per quello dei vostri figli. Tirate fuori il coraggio alzaniano. Dimostrate che nelle vostre vene scorre lo stesso sangue dei leggendari Ammazza-troll o degli antichi cacciatori di tigri giganti. Possibile che solo Jak e pochi altri siano rimasti fedeli alle tradizioni guerriere di Alkum? Io non sono originario dell’Alzania eppure Finché una goccia di sangue scorrerà nelle mie vene, un alito di vita sarà nel mio corpo, combatterò per la libertà! Per sconfiggere il Tiranno. Dateci fiducia, lottiamo insieme e nessuno potrà sconfiggerci! E poi che cosa possono toglierci ancora?»

Cover (1)

Sentì urla di stupore levarsi dalla piazza, ma non se ne curò, e senza un lamento lasciò cadere a terra la spada. Prese la mano mozzata e la porse all’Imperatore. «La mia mano sinistra». “E che gli dei possano accettare il mio sacrificio, e perdonarmi per aver giustiziato i miei stessi compagni d’arme”. Zorks annuì, poi lo vide girarsi verso l’ultimo prigioniero. Sentì l’Imperatore sussurrare qualcosa, e un attimo dopo vide dalle mani dell’Imperatore partire un raggio tanto scuro che si trovò a pensare che al confronto la notte fosse luminosa. Le urla strazianti dell’uomo gli diedero i brividi. Non riusciva a credere che si potesse morire in modo tanto orrendo. Il disgraziato si stava lentamente decomponendo sotto i suoi occhi, perdendo fluidi corporei e sangue da tutti gli orifizi. Ci vollero alcuni minuti prima che la vita lo abbandonasse. Zorks si voltò verso la piazza ammutolita. «Questa è la fine che fanno i traditori, non dimenticatelo!»
«È il tuo primo viaggio in mare?». «Sì, e spero anche l’ultimo, ho un mal di stomaco tremendo!». «Povero, hai bua al pancino? Resisti qualche giorno, poi ci penseranno le cimici ad aprirtelo per vedere cosa ti dà tanto dolore!», lo schernì Manda. «Ti sto così tanto antipatico da volermi vedere morto?». Stava per punzecchiarlo ancora, ma fu anticipata da Adgar. «Basta così, Manda! Pensa piuttosto a sceglierti una buona posizione da cui tirare con l’arco». «Preoccupato, nonno?». «Sì, e dovreste esserlo anche voi; il panico uccide, ma la prudenza salva la vita». «Sono stata la prima a dire che è una pazzia, ma se questo è l’unico modo che abbiamo per arrivare a Ozon non mi tirerò indietro! È inutile aspettare la battaglia con nervosismo. Stavo soltanto prendendo in giro il nostro boscaiolo, tanto per passare il tempo!». L’altro grugnì qualcosa di incomprensibile e si allontanò con lo sguardo torvo. «Lo hai fatto arrabbiare. È mai possibile che tu debba sempre mettere zizzania?», le disse Olav, che aveva assisitio alla scena. «Senti bamboccio, quando tu ancora imparavi a impugnare una spada io già combattevo nell’esercito alzaniano, quindi non ti permettere di dirmi cosa devo dire o fare, chiaro?». «Questo bamboccio adesso è un ufficiale proprio come te, quindi non fare tanto la spaccona!». Rapida come un serpente scivolò alle spalle di Olav afferrandogli i testicoli. «Se mi parli così, ti assicuro che non avrai più la possibilità di godere dei servizi di nessuna puttana!». Strinse la presa facendolo gemere di dolore, poi si allontanò camminando nel modo più provocante che le riuscisse, attirando su di sé lo sguardo di molti pirati che però, vista la scena di un attimo prima, non osarono infastidirla.


Insomma io lo leggerò tra qualche tempo perchè ho altre letture in programma, ma se voi lo acquisterete fatemelo sapere nei commenti!

A presto.

 

Teresa

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