[Collaborazione – Recensione] “La sottile armonia degli opposti” di Nicola Bolaffi

<<Nell’arte, che è eternamente libera, non esiste la parola “dovere”…

dinanzi a “dovere” l’arte si da alla fuga,

come il giorno dinanzi alla notte>>

 

 

Bentrovati amici lettori.

Oggi vi parlo de “La sottile armonia degli opposti” di Nicola Bolaffi, edito da Garzanti, che ringrazio per la copia ricevuta.

Vi dico subito che avevo delle aspettative altissime, non so perché ma la trama, il titolo, la copertina, mi hanno ispirato così tanto che ho subito pensato che sarebbe stata una bellissima lettura.

Le mie aspettative non sono state deluse, almeno non del tutto.

La storia racconta di Greta e Riccardo, o meglio Otto, i quali hanno due vite diametralmente opposte.

Lei vive con la madre single, la quale fa tantissimi sacrifici per non farle mancare nulla ma le nega forse la cosa più importante, l’affetto. Greta è una bambina estremamente intelligente e sensibile, brava a scuola, diventa pian piano l’allieva preferita della maestra Pettinori, con la quale instaura un rapporto filiale che si spinge ben oltre le ore trascorse tra i banchi di scuola. La maestra la porta al parco a giocare, le prepara i dolci ma soprattutto le fa scoprire l’arte, la pittura in particolare, della quale la piccola si innamora e della quale non potrà più fare a meno.

Otto invece è un ragazzino silenzioso, anch’egli molto sensibile, che ha un rapporto strettissimo con la sua mamma che però soffre di una grave depressione che la porta a continui ricoveri. Il bambino subisce questi continui allontanamenti e cerca in qualche modo di capire di che tipo di malattia soffre la madre, farebbe di tutto per sconfiggerla e per avere sempre lì con lui la sua mamma. Ha una grande passione per il tennis, sport che conosce come valvola di sfogo ma del quale diventa un campione, e ama la pittura, unico punto di incontro con il padre Adriano. Un uomo freddo e distaccato. Disilluso dalla vita.

Il lettore accompagna i due protagonisti nella loro vita dall’infanzia fino all’età adulta. L’adolescenza di Greta non è facile. Si allontana sempre di più dalla madre, dopo la morte della maestra il suo mondo sembra essersi distrutto. Non ha più voglia di fare, di vivere. Diventa vittima di un circolo vizioso dal quale è sempre difficile uscire. Si sente abbandonata e ferita dalla vita.

Otto vive invece un’adolescenza molto regolare. Le sue giornate sono scandite dallo studio e dal tennis, c’è spazio per poco altro, la pittura, i suoi animali e sua madre. Costretta a vivere in una clinica lontano da loro ormai da anni.

Il loro primo incontro avviene quando entrambi hanno circa 18 anni ad una mostra d’arte. Fin da subito percepiscono il feeling che li lega, una forza che li attrae e li spinge l’uno verso l’altra. Si innamorano, ma la loro storia non ha vita facile. Greta decide di mettervi fine, spaventata dalla possibilità che un giorno Otto possa lasciarla. Teme di lasciarsi andare, di abbattere il muro di indifferenza e la corazza che per anni si è costruita intorno al cuore per non soffrire. Inoltre pensa che lui sia troppo per lei. Teme di “sporcarlo” con il suo modo di fare, con i suoi pensieri bui e con la sua vita sregolata. Otto però non demorde, la aspetta per mesi, per anni.

Lei decide di partire per Londra, per tagliare per sempre i ponti con il suo passato, con la sua vita burrascosa ma ogni volta che ritorna rivede Otto e il loro amore sembra non affievolirsi mai. La forza che li attrae diventa più forte con il passare del tempo.

Gli anni passano, ma le cose tra di loro non sembrano cambiare finchè Greta non prende una decisione che porterà Otto ad una scelta. Faranno un patto che li terrà lontani per parecchio tempo finchè un giorno forse le cose non si sistemeranno e il filo sottile che lega questi due opposti, la loro sottile armonia, tornerà in equilibrio.

Inoltre assistiamo ad una storia parallela a quella principale che si capisce poi essere una specie di sogno che fanno i protagonisti, Greta in particolare, che narra del numero 8 e della lettera B che decidono di uscire dai loro mondi perché stanchi della solita vita, demoralizzati e tristi. Al loro fianco nel viaggio che li riporterà a casa, il remo Romeo e la barca Babette.


E’ stata una bella lettura nonostante una lentezza che ho avvertito per quasi metà libro. Mentre leggevo mi rendevo conto comunque di avere tra le mani una storia forte e mi sono subito innamorata della prosa delicata che si scontra con l’intensità dei temi trattati.

Da metà libro in poi ho cominciato a sentire l’attrazione verso la storia che mi mancava, quella voglia di tornare a casa per poter leggere con tranquillità. Stavamo cominciando ad entrare nel vivo della storia, mi stavo appassionando.

Non è un libro facile da seguire, non è una lettura leggera ma è molto interessante.

Mi sono piaciuti i riferimenti ai sogni, questa storia parallela a quella principale con protagonisti non convenzionali come la lettera B, o la barca Babette con la sua Capote.

Ho apprezzato molto inoltre le righe iniziali di ogni capitolo che fanno riferimento ai pensieri di Otto durante gli anni di assenza di Greta.

In definitiva mi sento di consigliare questo libro, credo possa essere un’ottima lettura estiva perchè ha bisogno di tranquillità e riflessione. Si sa che in vacanza si  è più rilassati e si ha anche più tempo per leggere.

Vi lascio come sempre con il link di acquisto Amazon e vi auguro una buona giornata!

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