[Collaborazione – Recensione] “La ragazza che amava Audrey Hepburn” di Rebecca Serle

Lettori buon lunedì sera 🙂

Nuova settimana e nuova recensione, questa volta in collaborazione con la DeA Planeta Libri che ringrazio per la copia ricevuta.

Come di evince dal titolo vi parlo del romanzo di esordio di Rebecca Serle “La ragazza che amava Audrey Hepburn” che trovate in libreria dallo scorso 29 Gennaio.

Ecco la trama e più giù la mia opinione, enjoy 😀

Sabrina non ha ancora vent’anni quando, per gioco, si ritrova a stilare la lista dei cinque invitati alla sua cena ideale: il fidanzato, la sua migliore amica, un carismatico professore, l’estraneo che non riesce a chiamare papà e… Audrey Hepburn. La sua attrice preferita; l’icona a cui deve il nome e alla cui grazia e talento si ispira. Le stesse cinque persone che, dieci anni dopo, a sorpresa si presentano alla festa per i suoi trent’anni. Mentre gli antipasti vengono serviti, il vino versato e la conversazione attorno al tavolo prende quota, a poco a poco diventa chiaro che c’è una ragione precisa se ognuno di loro si trova lì. Una ragione terribilmente reale che Sabrina non sa accettare. Solo riavvolgendo il filo dei ricordi e di una grande storia d’amore rimasta senza finale, potrà trovare il senso di quello che è stato e da comparsa diventare finalmente protagonista della sua vita. “La ragazza che amava Audrey Hepburn” è un romanzo sull’amore, la perdita e tutto quel che c’è nel mezzo. Un inno alle storie a più voci che ci portiamo dentro e a quelle, bellissime, che restano ancora da scrivere.

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In quei primi due anni ero stata felice, e la felicità spesso accelera lo scorrere del tempo. Il dolore si incide sulle cose. La gioia le fa scivolare via. I giorni e i mesi passano in un batter d’occhio.

Il libro parte da un’idea davvero interessante e se vogliamo divertente: una cena insieme a  cinque persone, vive o morte, con cui vorresti dividere il tavolo.

La lista degli invitati di Sabrina è stata scritta circa dieci anni prima e comprende la sua migliore amica Jessica, Conrad, il professore di filosofia alla quale è tanto legata, Tobias, il suo fidanzato, Robert, suo padre, e la sua attrice preferita, Audrey Hepburn.  

Si alternano capitoli che raccontano della cena in questione, a capitoli che invece vanno a ritroso facendoci conoscere la protagonista e tutti gli altri personaggi.

Scopriamo man mano che Sabrina prova tanta rabbia e rancore nei confronti del padre che ha lasciato lei e la madre quando era piccola, rifacendosi una nuova vita e una nuova famiglia. Veniamo a sapere che al momento della cena la storia con Tobias è finita, che con Jessica le cose non vanno più bene come prima, che la loro amicizia sta attraversando un brutto periodo.

Il motivo della cena non si conosce fino a quasi la fine del libro ma man mano il lettore lo intuisce, anche se ammetto di essere stata preda di tantissima curiosità e di aver fatto tante congetture. Inizialmente pensavo che Sabrina fosse morta (ma non è così) e successivamente le supposizioni si sono sprecate, ma ahimè, non ho indovinato!

Durante la cena si analizza un po’ tutta la vita di Sabrina, il rapporto difficile con il padre, il lento appassire dell’amicizia con Jessica e le parole non dette tra di loro.

Ma soprattutto, si affronta il rapporto con Tobias e la sua fine davvero triste, che si scopre solo a metà libro.

Si capisce che lei è stata sempre spinta dal risentimento nei confronti del padre, non ha mai davvero provato a capire le sue ragioni e durante la cena in qualche modo riesce ad andare oltre e perdonare. Si comprende che la relazione con Tobias non era perfetta ma lei, troppo legata al destino, pensava che fosse tutto normale e non affrontava i problemi che avevano.

Il loro amore era forte ma solo l’amore non basta per far funzionare una relazione.

Viene analizzato anche molto il rapporto con Jessica, loro due si vogliono molto bene ma ad un certo punto della loro vita si sono allontanate. Hanno fatto scelte diverse, e Jessica sembrava in disaccordo con il comportamento “anticonformista” di Tobias e Sabrina che nonostante gli anni trascorsi insieme non parlassero ancora seriamente di matrimonio. Lei era consapevole dei loro problema e cercava di aprire gli occhi alla sua amica, ma forse in un modo sbagliato.

Jessica però tiene molto a Sabrina, ha vissuto la storia tormentata con Tobias e sa quanto lei abbia sofferto perché Sabrina non ha mai capito davvero che Tobias non era quello giusto per lei, che nonostante l’amore, non voleva le sue stesse cose da una relazione. Oltre allo “stiamo insieme e conta solo questo”, Sabrina avrebbe voluto altro, rapporto solido e duraturo, qualcuno su cui contare per costruire qualcosa.

Dopo tutta l’analisi del rapporto e il racconto della loro storia, quindi quando mancano pochi capitoli alla fine, Sabrina riesce a comprendere che il motivo della cena è quello di fare pace con il suo passato e in particolare con i due uomini della sua vita, il padre, che perdona per averla abbandonata, e Tobias, che deve in qualche modo lasciare andare anche se non vorrebbe.

Comprende che la loro storia non funzionava in realtà, si amavano molto ma stavano bene soltanto da soli, non volevano le stesse cose e il mondo esterno, la società, gli amici, minavano il loro rapporto.

Ma veniamo al personaggio che più mi ha incuriosita e che dà anche il titolo al romanzo: Audrey.

Il suo personaggio risulta molto veritiero, si cerca di cogliere la sua vera essenza e non le caratteristiche dei personaggi celebri che ha interpretato nella sua carriera.

Con Sabrina ha un fare quasi materno, cerca di aiutarla, comprenderla, alleggerirla dal peso che si porta sulle spalle e diventa fondamentale il suo intervento quasi alla fine del libro. Quando aiuta Sabrina a comprendere il motivo della cena.

Quindi la serata comincia in modo teso, perché la protagonista ha dei conti in sospeso con Tobias, il padre e Jessica, ma termina in modo del tutto diverso. Con consapevolezza e gratitudine nei confronti di tutti i commensali. Jessica che le è sempre stata accanto nonostante tutto, il professore che ispira i suoi alunni, Audrey che ha regalato tanto ai suoi ammiratori e Robert, il padre di Sabby che anche se con sofferenza non ha mai smesso di amarla.

Il finale è molto bello perché ci fa pensare a una rinascita.

Sabrina chiude con il passato, o meglio riesce a farci pace e ad andare avanti. A mettere da parte il rancore e la negatività.

Purtroppo la triste realtà di Tobias non è cambiata quindi questo mi dispiace ma insomma non ci si può far niente a volte.

La prosa è permeata sempre da un velo di malinconia e tristezza, la vita di Sabrina non è per niente rose e fiori e questo attira molto il lettore. Io purtroppo l’ho trovato un pochino lento ma il mio giudizio non è del tutto attendibile perché leggere dal computer mi risulta scomodo, non riesco a farlo spesso e questo purtroppo va a discapito del libro stesso.

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