Blogtour: La piccola farmacia letteraria. [Intervista all’autrice Elena Molini]

Sapevate che a Firenze c’è una libreria che cura i mali dell’anima consigliando un libro? 😍

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Ebbene sì, è proprio vero, e questa libreria si chiama Piccola Farmacia Letteraria, la sua libraia e fondatrice è Elena Molini, che ha raccontato in un libro edito Mondadori la nascita di questo posticino e un pezzo della sua vita.

 

 

Insieme ad altre ragazze abbiamo organizzato un blogtour di cui qui sotto potete vedere le varie tappe:

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La mia, quella di oggi, mi rende molto felice perchè ho potuto rivolgere all’autrice stessa alcune domande.

Prima di leggerle volevo però dirvi brevemente cosa penso del romanzo (questi sono gli appunti che ho preso a caldo, subito dopo aver terminato la lettura):

Scorrevole, fresco, vero e sincero.
Si legge velocemente e la curiosità di sapere cosa succede é sempre alta

La storia di Blu é una storia nella quale ci si rivede facilmente perché tutti nella vita sono scappati da un lavoro che non li rappresentava , tutti abbiamo cercato e cerchiamo il nostro posto nel mondo, proprio come lei.
E tutti noi crolliamo, spesso non ci rendiamo conto di quanto amore abbiamo intorno.
Ci lasciamo sfuggire le cose più palesi e rischiamo di perderle.

I personaggi secondari sono variegati e molto ben inseriti nella storia”

Ma tornando a noi, ecco qui sotto le domande che ho rivolto ad Elena:

intervista

 

  1. Ora sei anche una scrittrice ma vorrei partire conoscendo la Elena lettrice. Il tuo libro preferito? Quello che proprio porti con te nel cuore da sempre?

Ci sono tanti libri che hanno segnato varie fase della mia vita. E, ovviamente, ogni età ha il suo libro preferito! Dal Il mago di Oz da bambina, passando per It di Stephen King da adolescente arrivando fino Una vita come tante di Yanaghihara e la Trilogia della Pianura di Kent Haruf da adulta.

  1. Come è nata la tua passione per la lettura?

Sono sempre stata un’appassionata lettrice, fin da piccola mia mamma mi comprava un sacco di libri, che leggevamo insieme. Mi appassionava lanciarmi in nuove avventure, credo che la scintilla sia scattata proprio leggendo Il mago di Oz, immedesimandomi nel ruolo di Dorothy e cercando passaggi segreti che potessero trasportarmi in mondi fantastici.

  1. Sai che, la maggior parte degli appassionati di lettura sogna di avere una libreria tutta sua? Cosa consiglieresti a chi ha questo sogno?

Consiglio molto piedi ancorati al terreno e tanti numeri. I sogni sono bellissimi, ma per essere realizzabili nella vita di tutti i giorni c’è bisogno che i numeri e i conti tornino sempre. Finalmente ho capito a cosa serviva la matematica tanto odiata a scuola J

  1. Qual è l’aspetto negativo del tuo lavoro di libraia?

Bisogna sempre essere sul pezzo, non puoi mai rimanere indietro: nuove uscite, post su Instagram, poadcast. Tutto quello che succede nel mondo editoriale non deve mai sfuggirti. Non puoi rimanere a bocca aperta davanti a una richiesta del cliente, devi sempre sapere di cosa si sta parlando e devi sempre essere informata. Questa parte del mio lavoro all’inizio può sembrare divertente, ma alla lunga risulta abbastanza stressante, anche perché il tempo non è mai abbastanza.

  1. E invece qual è la parte più bella del tuo lavoro? Quello che ti rende soddisfatta a fine giornata?

Il rapporto umano con le persone, il sapere di aver consigliato una buona lettura a qualcuno che può aiutarlo a stare meglio anche solo per cinque minuti. Il confronto continuo che ti fa scoprire sempre cose nuove, entrare in punta di piedi nella vita degli altri, ascoltare le loro storie che a volte sembrano veramente uscite da un film.

  1. Nel libro leggiamo di alcune situazioni irriverenti e molto particolari, è tutto vero o c’è qualche piccolo dettaglio inventato?

Diciamo che il libro ha una base di storia vera molto presente, ovviamente romanzata per tutelare la privacy dei personaggi che racconto. Ma, come dicevo sopra, ascolto tutti i giorni storie di vita pazzesche, cose che non credi possano accadere nella realtà finché una persona davanti a te in carne e ossa non te le racconta. Meno di una settimana fa una grintosa signora ci ha raccontato di come ha scoperto che il marito aveva un’altra figlia e un’altra compagna da circa otto anni in un paese straniero.

  1. Le librerie in Italia sono sempre meno, soprattutto quelle indipendenti, cosa pensi di questo? E’ per colpa del processo descritto da Blu nella sua esperienza di libraia di catena? Troppa attenzione ai profitti rispetto al contenuto del libro?

I processi della grande distribuzione purtroppo tendono a essere simili a tutti i livelli e appiattire tutto su uno stesso piano. Ma un libro non è un paio di scarpe che ti provi e decidi se ti piacciono oppure no e dove l’aiuto di chi te le vende è marginale. Per quanto riguarda un libro non puoi sapere se ti piacerà o no finché non lo hai letto, quindi se non hai davanti a te una persona che quei libri li legge veramente non potrà esserti in nessun modo d’aiuto. Allora tanto vale comprarlo online e pagarlo meno, nelle librerie deve entrare in gioco il capitale umano, che è quello che può fare veramente la differenza.

  1. Quando ho letto dell’attacco di panico in autogrill e del provvidenziale aiuto del ragazzino biondo, sono letteralmente scoppiata a piangere. Quanto ti ha aiutato la lettura a superare le tue ansie?

Le mie ansie sono molteplici e molto potenti, le tengo a bada con vari espedienti. A volte non riesco a contenerle e mi fanno male, altre volte sono più brava di loro e le tengo a bada. La lettura è sicuramente stata una cura molto efficace che non mi ha fatto sentire sola in momenti nei quali lo ero, confortandomi e facendomi sperare in un futuro decisamente migliore.

  1. Molte persone in Italia non leggono, non hanno mai provato a farlo, cosa pensi si potrebbe fare per avvicinarli alla lettura? Oppure credi che questo processo debba essere autonomo e che se non ti viene da dentro non è giusto sforzarsi?

Io credo che sia importante avvicinare i bambini piccoli alla lettura, creando un’abitudine e una famigliarità con l’oggetto libro. Per il resto secondo me ognuno deve fare quello che sente più vicino alla sua natura. Noi come addetti ai lavori dobbiamo comunicare con le persone tramite i canali che utilizzano solitamente. Io, per esempio tramite i social network riesco a far entrare in libreria persone, anche molto giovani, che non sono assolutamente lettori e incuriosirli. C’è bisogno di un linguaggio più moderno e fresco per riuscire a far appassionare le persone alla lettura.

  1. Cosa ti piace fare nel tempo libero, oltre a leggere?

Mi piace molto scrivere, creare contenuti, fare progetti grafici, andare al cinema, ai concerti, alle mostre. Tutto quello che ha a che fare con la creatività mi appassiona.

  1. Stai già pensando alla prossima storia? Anticipaci qualcosa!

Ovvio! Sarebbe troppo bello dare vita a una nuova avventura. La cosa che mi ha fatto veramente commuovere è come i lettori abbiano amato Blu molto di più di quanto lo abbia fatto io (ah la bassa autostima, piaga del sesso femminile odierno). E come da piccola mi calavo nei panni di Dorothy per affrontare mille avventure nel Mondo di Oz in compagnia del Leone Fifone, ora mi calo nei panni di Blu che, con accanto il prode Giulio Maria, ha ancora mille avventure da affrontare.


Vi consiglio questo libro se amate le storie fresche e originali e se siete curiosi di sapere come è nata la libreria.

Colgo l’occasione per ringraziare la casa editrice Mondadori per averci dato la possibilità di organizzare questo evento e le ragazze con le quali ho organizzato il tutto. E’ sempre bello! ❤️️

A presto! 😘

 

 

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